Interventi · Tecnica chirurgica

Protesi totale dell’anca

L’intervento di protesi d’anca è indicato nei casi più gravi di artrosi in cui il trattamento conservativo non abbia portato beneficio e dove sia presente una riduzione significativa dell’autonomia funzionale. Per accedere all’articolazione si pratica un’incisione cutanea di circa 10-15 cm. Le vie di accesso più utilizzate sono quella anteriore e postero-laterale. La scelta dipende dalle caratteristiche anatomiche del paziente e dalla valutazione preoperatoria

Durante la procedura le superfici e le strutture articolari danneggiate vengono rimosse e sostitute con le componenti protesiche. L’intervento permette di risolvere il dolore, restituire la mobilità, e consente di tornare alle attività quotidiane.


Materiali

Esistono diversi tipi di protesi. La scelta del tipo d’impianto è personalizzata per ogni paziente e dipende dall’età, dal tipo di artrosi, dalla qualità ossea e dalla morfologia dell’articolazione.

La protesi è composta da uno stelo femorale in titanio, una testina in ceramica o in lega di cromo-cobalto, una coppa acetabolare in titanio o tantalio e un inserto in polietilene ad alta resistenza, in ceramica o in cromo cobalto che costituisce l’interfaccia di scorrimento. L’accoppiamento ceramica-polietilene è oggi il più diffuso per il basso attrito e l’elevata resistenza all’usura. Il polietilene di ultima generazione (cross-linked e addizionato con vitamina E) garantisce durata superiore ai 20 anni nella maggior parte dei casi.


Cementata o non cementata

Nell’anca la fissazione non cementata (press-fit) rappresenta oggi lo standard nella maggior parte dei pazienti: le superfici porose o in metallo trabecolare favoriscono l’osteo-integrazione naturale dell’impianto. La fissazione cementata mantiene indicazione soprattutto per lo stelo femorale nei pazienti più anziani o con osso osteoporotico, dove garantisce una stabilità immediata e affidabile. Raramente è indicata la cementazione per la coppa acetabolare.


Pianificazione digitale preoperatoria

La pianificazione preoperatoria digitale eseguita su software dedicato (Sectra) permette di riprodurre nel modo più fedele l’anatomia originale scegliendo il modello e la taglia di protesi più adatte, ripristinando il centro di rotazione, l’offset e la lunghezza dell’arto. La pianificazione preoperatoria permette di ridurre le variabili intraoperatorie e garantisce un risultato più preciso e riproducibile.

TIPO DI INTERVENTO

Chirurgia protesica · Anca


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