Revisione di protesi
L’intervento di revisione di protesi prevede la sostituzione di protesi usurate, instabili, mobilizzate o infette. Richiede competenze tecnico-chirurgiche specifiche nella gestione del capitale osseo residuo e nella scelta di impianti da revisione dedicati.
La revisione si rende necessaria in caso di mobilizzazione asettica, infezione periprotesica, instabilità, usura dei materiali con reazione osteolitica ai detriti, o frattura periprotesica. È una chirurgia tecnicamente impegnativa che richiede esperienza specifica. L’intervento avviene su un substrato osseo già alterato, spesso con consistente perdita di sostanza ossea, dovuta alla mobilizzazione del precedente impianto o al processo settico. Questo richiede il posizionamento di un nuovo impianto con tecniche di fissazione più invasive e complesse.
In base all’entità della perdita ossea si può ricorrere a cemento antibiotato, innesti ossei (autologhi o da banca), augment in titanio o altri componenti in metallo trabecolare (TM) che favoriscono la ricrescita ossea.
La pianificazione della revisione è ancora più critica che nell’impianto primario: si studia la morfologia dell’osso residuo, si pianifica la rimozione dell’impianto esistente, si scelgono le componenti per la revisione e le strategie di fissazione possibili in modo da anticipare le possibili criticità intraoperatorie.


